S. Paolino fu il primo vescovo di Lucca e morì torturato e ucciso dai pisani, perché aveva tentato di diffondere il cristianesimo anche a Pisa.

La leggenda narra che in punto di morte un angelo disse a Paolino che il suo corpo sarebbe stato sepolto a Lucca, e che sarebbe diventato il patrono e difensore della città.
I resti del santo vennero portati a Lucca nel 1260 circa, e conservati nella chiesa a lui dedicata dove si trova anche una lapide che racconta il miracolo del cannone.

San Paolino aveva la missione di difendere la città e tutti i suoi abitanti: durante la festa a lui dedicata nel mese di luglio del 1664, li dovette difendere anche da loro stessi, quando uno dei cannoni delle mura (sul bastione di San Donato) che per salutare la festa avrebbe dovuto sparare come gli altri cannonate a salve, per l’errore di un bombardiere inesperto sparò davvero delle palle di piombo che, come per incanto, si fermarono ai piedi della folla festante non ferendo nessuno.

Il nome di San Paolino non appare nel catalogo medievale dei primi vescovi di Lucca e anche nelle fonti agiografiche e liturgiche, fino alla seconda metà del secolo XIII; il culto è strettamente legato ad una “invenzione” delle reliquie, avvenuta nella chiesa di San Giorgio, fra le altre scoperte archeologiche, che già al secolo precedente avvenivano in quella chiesa. La leggenda è frutto della favolosa “passio” pisana di San Torpete, che racconta di Nerone ( 37-68), persecutore dei cristiani a Pisa, ma che presenta anche come battezzatore del santo, un presbitero di nome “Antonius” che viveva sul monte fuori porta lucchese, chiamato Monte degli Eremiti, perché sede fin dall’alto Medioevo degli eremiti toscani.

La ricerca ed il ritrovamento del sepolcro dell’eremita Antonio, conosciuto poi come infaticabile raccoglitore dei corpi dei martiri, da lui sepolti sul suo monte, portò alla scoperta della lapide “titulus” del vescovo Paolino, insieme a quelli di altri. Il suo sepolcro ebbe la solenne ricognizione o invenzione molti ani dopo, il 15 giugno 1261; la lettera del vescovo di Lucca che accordava delle indulgenze, in quell’occasione riporta i dati dell’iscrizione, limitandosi a parlare di tre martiri, solo elencati per nome: Paolino, vescovo e discepolo di S. Pietro apostolo, primo vescovo di Lucca, Severo presbitero e Teobaldo soldato.

I martiri nominati in quell’occasione e lo stesso Antonio finirono nell’oblio a tutto vantaggio di San Paolino che nella “passio” elaborata poi, divenne primo vescovo ed evangelizzatore e patrono, nonostante l’antico culto tributato al vescovo locale San Frediano e quello già dato come patrono della Chiesa lucchese a San Martino, a cui era dedicata la cattedrale. Quando nel 1341 venne rinnovata la chiesa di San Paolino, questa è presentata negli “Atti” come primitiva cattedrale di Lucca. Il culto per San Paolino aumentò nei secoli successivi: tra il 1518 e il 1519 venne eretta al santo patrono, su disegno di Baccio da Montelupo, una più ampia e ricca basilica dove ogni anno la Magistratura della Repubblica di Lucca, rendeva solennemente omaggio al santo nel giorno della sua festa, ovvero il 12 luglio.

Ancora oggi San Paolino è il patrono della città.

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Carla Ciervo

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