I muri della camera da letto di Elisa Baciocchi Bonaparte, la sorella di Napoleone insediata a Lucca con suo marito Felix, raccontano forse una storia autoreferenziale. Quella del suo amore con Felix.

L’interno della Villa Reale di Marlia, casa di Elisa Baciocchi Bonaparte dal 1806 al 1814 è aperta ormai alla visita e si può ammirare il più bel arredamento in stile Impero della regione. Oggi scopriamo i misteri della camera da letto della principessa, con la storia disegnata su un meraviglioso panoramico murale, strepitosamente restaurato da Livio Nappo (charta_restauro_conservazione).

I disegni raccontano l’amore fra Cupido e Psiche. Molto famosa e conosciuta all’epoca, la storia però è ispirata da uno scrittore francese Jean de la Fontaine (Château-Thierry, 8 luglio 1621 – Parigi, 13 aprile 1695): autore di celebri favole con animali come protagonisti.

“Gli amori di Psiche e Cupido” fu pubblicato nel 1669 e riprese una parte de «L’asino d’oro” (Asinus aureus), scritto da Apuleio nel II secolo. Racconta la storia della più bella delle tre figlie di un re, Psiche, la cui bellezza era così rara, che gli uomini la adoravano dopo averla vista, dimenticando la loro devozione a Venere. Quest’ultima, offesa da questo sacrilegio e gelosa di questa rivale, chiese a Cupido di unirla a un mostro. Ma il dio stesso si innamorò della mortale e non poté esaudire il desiderio di Venere. (La Fontaine non utilizza questa parte del racconto, insiste invece sulla consultazione dell’oracolo da parte dei genitori di Psiche).

Tuttavia, nonostante la sua bellezza, Psiche non trovò marito perché gli uomini erano contenti di venerarla. Pertanto, suo padre pregò Apollo di permetterle di sposarsi, cosa che fece, ma a condizione che fosse lasciata su una roccia, dove il suo futuro marito (un mostro temibile) sarebbe venuto a prenderla. Fu poi depositata da Zefiro (personificazione del vento occidentale) in una valle vicino a uno splendido palazzo, in cui la bella finisce per addormentarsi. Il suo sconosciuto marito la raggiunse di notte, nascosto dall’oscurità, e le chiese di non scoprire mai la sua identità. Nonostante la partenza di suo marito ogni giorno, Psiche apprezzava la sua felicità ma provocava la gelosia delle sue due sorelle.

Quest’ultime riuscirono a convincerla che il suo misterioso marito non era altro che il mostro dell’oracolo che alla fine l’avrebbe divorata. Terrorizzata da questa idea, decise di accendere una lampada a olio durante il sonno del marito, per scoprire un bell’uomo: Cupido. Purtroppo una goccia d’olio ha bruciato il dio, che fugge furiosamente perche Psiche non ha mantenuto la sua promessa. Di più le annuncia che oramai sarebbe diventata schiava di sua madre Venere.

Psiche allora si gettò per la disperazione in un fiume, dove incontra un vecchio pescatore e le sue figlie. Loro le consigliarono di fare di tutto per riconquistare l’amore di Cupido. Quello che lei fa superando le prove date da Venere, che ha colto l’occasione per vendicarsi. In questa ricerca, Psiche finalmente cade in un sonno profondo, per essere finalmente svegliata, nella versione di Apuleio, da Cupido, che la porta con sé per annunciare la loro unione agli dei dell’Olimpo, che le offriranno l’immortalità. Nella versione di «La Fontaine» Psiche tornando degli Inferi apre per curiosità la scatola regalata da Persefone e diventa allora tutta nera! Fino a quando Venere si rattristò e prese le sue parti, facendola tornare normale. Cosi Psiche può sposare Cupido che la porta dagli Dei.

Questa storia fu scelta dalla manifattura Joseph Dufour per illustrare una carta da parati, presentata nel 1819 all’Esposizione dei prodotti dell’industria francese a Parigi. Questo lavoro ha segnato gli spiriti, più per la sua fattura, che per il suo tema che non è innovativo. La sua originalità deriva dalla sua composizione in dodici pannelli, costituendo un ciclo in cui ogni scena può essere associata o dissociata. Il suo successo ha poi portato a diverse ristampe di questa carta da parati, alla fine del XIX° e all’inizio del XX° secolo dai produttori Desfossé e Karth.

Joseph Dufour, nato a Tramayes nel 1754 e morto a Parigi il 15 gennaio 1827, è un illustre creatore di carta da parati.

Formato alla Scuola di disegno di Lione, Joseph Dufour integra la fabbrica di carte da parati di Sieurs Ferrouillat & Cie che è appena stata creata. Dopo la Rivoluzione, il cittadino “artista” Dufour fondò la sua prima fabbrica a Mâcon. Chiesto da un produttore parigino, ha realizzato attici di carta da parati che riproducono stampe di artisti famosi e il cui successo conferma la sua installazione. Tecnico audace e artista affermato, continua ad ampliare la portata delle possibilità per le sue produzioni. Immaginando “tende per paesaggi” in grado di circondare un’intera stanza, rivoluziona l’arte della decorazione. Il suo “panorama” lo farà conoscere in tutta Europa e negli Stati Uniti. Le sue creazioni si estendono quindi a sontuosi tendaggi. I suoi motivi decorativi, ripetuti, ricopriranno presto le pareti dei palazzi più importanti. Maestro indiscusso della carta da parati sotto l’Impero, i suoi arazzi di “Psiche e Cupido”, al culmine della sua arte, stabiliscono definitivamente la sua reputazione e lo rendono un genio degli sfondi.

Carta da parati panoramica “La storia di Psiche”

  • Xavier Mader (1789-1830), disegnatore e incisore.
  • Louis Lafitte (1770-1828) e Merry-Joseph Blondel (1781-1853), autori della composizione (secondo François Gérard (1770-1837) e Pierre-Paul Prud’hon (1758-1823), autori del modello).
  • Fabbricazione Joseph Dufour, Parigi, 1815
  • Rieditato dalla fabbrica Desfossé & Karth nel 1872
  • Carta meccanica, fondo grigio spazzolato a mano, stampata in 26 strisce e 1245 tavole di legno incise da Leroy.

La realizzazione è una sfida tecnica, poiché non si ripete mai uno schema da un pannello all’altro. L’aspetto della grisaglia richiedeva in realtà 23 colori, e per tutte le 1245 tavole di legno incise, tutte stampate manualmente. Un’opera considerevole, che fu premiata. La manifattura Joseph Dufour che la produsse ottenne una medaglia d’argento all’Esposizione dei prodotti dell’industria francese nel 1819.

La carta da parati ebbe una moda straordinaria agli inizi del diciannovesimo secolo, perché tornò più economica della falegnameria dipinta e poteva così penetrare negli interni della ricca borghesia. Riducendo i costi, la produzione di massa ha permesso di offrire bellezza a quante più persone possibile, un argomento democratico secondo i produttori.

Se andate a visitare la Villa Reale, provate a ricostituire la storia anche voi

I dodici pannelli originali seguono I titoli degli episodi:

  • “I genitori di Psiche consultano l’oracolo di Apollo”.
  • “Psiche rimossa dagli Zefiri”.
  • “Psiche nel bagno» (forse il più bello)
  • “Psiche che mostra i suoi gioielli alle sorelle» (questo panello è assente della Villa Reale).
  • “Psiche che vuole pugnalare l’Amore dormiente”.
  • “Psiche abbandonata”.
  • “Psiche raccolta da un pescatore”.
  • “Psiche che riporta a Venere un vaso d’acqua dalla fontana della giovinezza”.
  • “Psiche che va all’inferno”.
  • “Psiche che ritorna dagli inferi”.
  • “Riconciliazione di Venere e Psiche”.
  • “Incontro di Venere e Psiche”.

Se volete visitare la villa Reale di Marlia, i suoi sontuosi giardini e la meravigliosa Villa stessa potete contattare B. Nardini ([email protected])

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Bernard Nardini
Capitato a Barga dopo una vita piena passata fra Marsiglia e Parigi, ho masticato libri, monumenti e opere d’arte con passione e piacere. Punto di arrivo e di partenza, per me il lavoro di guida turistica mi permette di mettere insieme le cose che mi fanno stare bene. Mi relaziono con gente da qualsiasi parte della pianeta, a patto che parlino francese o italiano. Collego la storia, l’archeologia o l’arte col territorio, senza dimenticare l’enogastronomia e la cultura italiana.
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