Le mitiche donne di Lucca: Maria Luisa Borbone Parma, Regina d’Etruria

Nacque a Madrid il 6 luglio 1782 da Carlo (poi re Carlo IV di Spagna) e da Maria Luisa di Borbone-Parma.
All’età di tredici anni, il 28 agosto 1795 sposò, per ragioni dinastiche, il cugino Ludovico di Borbone, principe ereditario di Parma.

Fu un’unione felice, come ella stessa racconta nel suo diario, ma breve.
Il marito, infatti, morì nel 1803, a soli 30 anni.
Ebbero due figli, Carlo Ludovico nel 1799 e Luisa Carlotta nel 1802.

Nell’agosto del 1801 seguì a Firenze il marito, proclamato re d’Etruria in applicazione del trattato di Lunéville. Presto, però, le precarie condizioni di salute di Ludovico costrinsero Maria Luisa a occuparsi dell’amministrazione dello Stato e ad assumere il 27 maggio 1803, alla sua morte, la reggenza per conto del figlio Carlo Ludovico.

Oltre a dedicare particolare cura al risanamento delle pubbliche finanze, Maria Luisa istituì l’Accademia di religione cattolica e un liceo per l’insegnamento superiore delle scienze a Firenze.
Nel 1805 accolse papa Pio VII in visita alla città.
Nel 1807, quando il Regno d’Etruria fu occupato dai Francesi e poi annesso all’Impero napoleonico, Maria Luisa ottenne per sé e per il figlio il compenso formale del Regno di Lusitania di cui non prese possesso.

Lasciata Firenze, fu in Spagna, a Parma e infine a Nizza, dove nel 1809 Napoleone, che da tempo la riteneva ostile ai suoi piani, la fece arrestare. Nel 1811, tentata invano la fuga, dovette subire un processo per aver complottato con l’Inghilterra contro l’imperatore.
Evitò la condanna a morte o al carcere che colpì alcuni esponenti del suo seguito, ma fu rinchiusa nel convento di S. Sisto a Roma, dove le fu concesso di tenere con sé la figlia ma non il figlio, che fu affidato ai nonni materni.
Fu liberata nel 1814 da Gioacchino Murat re di Napoli.

Quando, nel 1815, il congresso di Vienna stabilì che l’ex imperatrice Maria Luigia d’Asburgo Lorena avesse la sovranità a vita sul Ducato di Parma e Piacenza, a Maria Luisa e ai suoi discendenti in linea retta maschile venne assegnato il Ducato di Lucca.
Nel 1817 un atto addizionale precisò che i Borboni sarebbero tornati a Parma alla morte di Maria Luigia mentre Lucca sarebbe stata riunita alla Toscana.

Maria Luisa fece ingresso in Lucca il 7 dicembre 1817, mantenendo il titolo e la dignità di regina.
Ispirandosi ai principî della Restaurazione, mirò a cancellare tutte le innovazioni apportate dal governo francese, ma provvide anche alla realizzazione di numerose opere pubbliche e alla fondazione e riordino di varie istituzioni culturali. Soprattutto introdusse alcune significative novità nella pubblica amministrazione, poi volle restituire al clero gli antichi privilegi, cominciando col riconsegnare alla Chiesa, dove possibile, i beni confiscati, riuscendo così a ricostituire un notevole patrimonio ecclesiastico.

Forse fu proprio per questa politica ecclesiastica che il progetto di matrimonio di Maria Luisa con il granduca di Toscana Ferdinando III, che aveva vedute opposte, non ebbe seguito.
Le riforme dei codici mirarono a distruggere l’opera napoleonica.

Maria Luisa acquistò il cinquecentesco palazzo Guidiccioni per farne la sede dell’Archivio generale (oggi Archivio di stato di Lucca).
A Lucca c’erano quattro teatri. Uno più prestigioso dell’altro.
Dal 1817, in meno di due anni, Maria Luisa fece costruire il Giglio, proprietà dello Stato, diretto dal marchese Antonio Mazzarosa.
Tra i primi teatri pubblici italiani, il Giglio ospitò le maggiori compagnie del tempo dando lustro al ducato e portandolo in tournée nel mondo.

Per la salute di tutti provvide a rendere obbligatori controlli e vaccinazioni, attraverso il lavoro del Comitato sanitario permanente. Dichiarò guerra al vaiolo e al tifo e chiese ai suoi medici di fare tutto quanto in loro conoscenza per allontanarli dalla sua comunità.
Introdusse il vaccino.

Trascorse, per motivi di salute, le estati a Lucca e gli inverni a Roma.
Morì, forse di cancro ai polmoni, il 13 marzo 1824, nella città del papa.
Il suo corpo fu portato in Spagna per essere sepolto, accanto al marito Ludovico, all’Escorial.
Alla sua morte subentrò suo figlio Carlo Ludovico.

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Capitato a Barga dopo una vita piena passata fra Marsiglia e Parigi, ho masticato libri, monumenti e opere d’arte con passione e piacere. Punto di arrivo e di partenza, per me il lavoro di guida turistica mi permette di mettere insieme le cose che mi fanno stare bene. Mi relaziono con gente da qualsiasi parte della pianeta, a patto che parlino francese o italiano. Collego la storia, l’archeologia o l’arte col territorio, senza dimenticare l’enogastronomia e la cultura italiana.