Lucida Mansi nacque a Lucca nei primi anni del 1600. Non era solo bellissima, ma anche molto ricca, dato che faceva parte della famiglia dei Samminiati. Anche la sua vera data di nascita è avvolta nel mistero: macchie d’inchiostro coprono proprio in quel punto i dati ufficiali redatti dal messo comunale dell’epoca.
La ragazza, secondo le usanze dell’epoca, venne maritata a venti anni a Vincenzo Diversi, ma dopo due anni, il marito fu ucciso con un colpo d’archibugio, in Via Fontana, nel luglio 1628, da Giovanni Massoni, per una lita a proposito di un pezzo di terreno.
Insieme ai suoi due figli Lucida ha pianto lacrime nessuna delle quali poteva contenere amore, cioè quel sentimento che ai suoi tempi non era previsto in un matrimonio.
Non poteva certo restare sola e quindi, a ventinove anni, ha deciso di cambiare la sua vita sposando il quarantenne Gaspare di Nicolao Mansi nel 1649.
Il matrimonio fra i due non fu spensierato o felice: Lucida Mansi recita la leggenda amava il denaro e se stessa. Metri di stoffe pregiate, cumuli di gioielli e specchi finirono per adornare Villa Mansi. Si narra che la donna avesse nascosto uno specchio anche all’interno della propria Bibbia, per poter fruire dell’amore sacro e profano nel medesimo istante.
Ma questo non era sufficiente, cominciarono le feste: sfarzose, regali, eccitanti. E i tradimenti con giovani e belli amanti che, puntualmente, sparivano nel niente dopo che la donna si era concessa loro. La «vedova nera”, infatti sempre seconda la leggenda, aveva una botola nascosta nel pavimento del Castello di Catureglio, presso Borgo a Mozzano, che azionava dopo l’atto sessuale; i malcapitati cadevano in un burrone pieno di lame.

Il patto di Lucida Mansi con il Diavolo
Continua così la sua leggenda: Un giorno scorse una ruga sul suo volto e capì che non poteva piegare il tempo. Urlò, imprecò, spaccò i suoi preziosi specchi e invocò il demonio: 30 anni di bellezza per la sua anima. Questo gli propose Satana e lei accettò, vivendo di sfrenata lussuria dei sensi – ma mantenendo il suo volto d’angelo- per tre decadi. Ma non è mai saggio fare un patto con il demonio (Faust, insegna) e iniziarono i rintocchi che sancivano la fine dei trent’anni. Lucida Mansi corse verso la torre delle ore di Lucca, nel vano tentativo di fermare l’orologio, ma Lucifero la prese, la trascinò su un carro infuocato e la portò all’inferno passando per il giardino dell’Orto Botanico di Lucca. Un luogo magico, un luogo in cui si tengono rievocazioni dell’evento per Halloween, un luogo in cui si aggira un fantasma incandescente.

La leggenda della caduta agli Inferi
Ma ogni storia ha più versioni: secondo alcuni Lucida Mansi non cercò di scappare, la paura la bloccò e si ritrovò ferma, immobile. Il Diavolo aprì una voragine ai suoi piedi e lei cadde all’Inferno. Nella Camera degli Sposi di Villa Mansi a Segromigno in Monte, c’è stata per molto tempo una spaccatura nel pavimento che nessun materiale o strumento umano poteva colmare.

Questa leggenda può essere sia vera o sia solo l’ennesima calunnia storica su una donna “troppo” bella e libera per non attirare su di sé invidie e calunnie. Da alcuni documenti emersi sembra che Lucida Mansi sia morta di peste, secondo Eugenio Lazzareschi «nel 12 febbraio 1649 morì in piazza Sant’ Alessandro nelle case poi Bernardini ed oggi Magnani Luiso al n°1. Fu sepolta subito sul far del giorno come tutti i corpi degli appestati e un breve seguito di oranti l’accompagnò, traverso il silenzio della città deserta, fino alla chiesa dei Cappuccini ove i Mansi avevano tombe gentilizie.»
Gaspare Mansi si risposò nel 1651 con Luisa de’ Nobili. Ma al momento della sua morte chiederà di essere seppellito con Lucida! Scrive ancora Eugenio Lazzareschi nella «Lucia Mansi nella leggenda e nella storia» : «Gaspare Mansi raggiungendo la tarda età di ottantotto anni …//… lasciò ordine per testamento per ragione di legato e recordevole della buona corrispondenza e affetto passato tra la signora Laura Gambarini e la felice memoria della signora Lucida mia moglie conservandone gratitudine, ordino e lascio che le sia dato, quindici giorni dopo seguita la mia morte, la canestra coperchiava fatta di filo d’argento…//… recordandole sì come in vita le ho portato affetto volere ancora nella mia morte pregare e far pregare per l’anima sua (quella di Lucida) e mia…//… Ammantato dalla capa rossa della Compagnia della Trinità, conformo al suo desiderio, Gaspare Mansi ebbe sepolcro nella stessa tomba di Lucida, all’umile ombra della chiesa dei Cappuccini e là, nella pace e nel perdono di Dio, i due coniugi si riconciliarono per l’eternità.»
Gli storici sono propensi dunque a credere che la famosa reputazione macchiata della donna sia una sorte di «damnatio memoriae».

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Capitato a Barga dopo una vita piena passata fra Marsiglia e Parigi, ho masticato libri, monumenti e opere d’arte con passione e piacere. Punto di arrivo e di partenza, per me il lavoro di guida turistica mi permette di mettere insieme le cose che mi fanno stare bene. Mi relaziono con gente da qualsiasi parte della pianeta, a patto che parlino francese o italiano. Collego la storia, l’archeologia o l’arte col territorio, senza dimenticare l’enogastronomia e la cultura italiana.
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