Villa Argentina, esterni

Viareggio, anni 20 del secolo scorso, un’elegante località balneare dove rilassarsi e respirare l’atmosfera dei caffè lungo la passeggiata a mare, dove lo stile liberty caratterizza tutte le facciate degli edifici più belli e dove, a ridosso della pineta ma a pochi passi dal mare, viene costruita Villa Argentina.

Villa Argentina

Nel cuore di Viareggio, un gioiello in stile eclettico, tappa obbligatoria per i turisti che non desiderino soltanto rilassarsi al mare ma che vogliono immergersi negli ambienti della Viareggio che fu.

Qualche dubbio sulla data del primo progetto di costruzione della villa; nota però è la sua prima proprietaria, la contessa argentina (da qui il nome dato alla villa) Francesca Racca Oytana.

La costruzione si erge su tre piani e nel tempo ha subito diverse aggiunte che l’hanno resa un vero e proprio scrigno contenente testimonianze e stili di diversi tempi. I primi ampliamenti e migliorie sono attribuibili alla figlia della prima proprietaria, la baronessa Josefina Arborio Mella di Sant’Elia nel 1926, ma gli interventi sull’immobile continueranno fino al 1940 quando la villa assunse l’aspetto definitivo e visibile ancora oggi.

Dall’esterno la villa si inserisce perfettamente nello stile liberty viareggino grazie alle decorazioni della facciata realizzate con ceramiche colorate e motivi floreali ad opera di Galileo Chini.

Villa Argentina, esterni Villa Argentina, esterni

Prima di procedere a visitare l’interno della villa è opportuno soffermarsi ad ammirare il suo giardino, piccolo ma ben studiato. Un disegno di vialetti e aiuole fiorite dove la fanno da padrone le piante di Erytrina Crista-Galli. Presenti nel giardino sin dal 1925, sono piante abbastanza alte che fanno come da scudo alla villa m al tempo stesso le donano colore; i loro fiori rossi infatti, una volta sfioriti, cadono a terra ricoprendo il giardino di un suggestivo mantello monocromatico.

L’esterno della villa dialoga direttamente con l’interno grazie ad una veranda o galleria, originariamente aperta ma poi chiusa a vetri.

Entrando, sono subito ben visibili le tele di Giuseppe Biasi, in particolare quella raffigurante le figlie della baronessa Josefina, ritratte con gusto orientale che caratterizza anche altri dettagli interni alla villa. Dalla veranda si accede subito al Salone delle Feste, una stanza davvero di rara eleganza: pavimento in marmo nero lucidato a specchio, pareti decorate con stucchi di lamine in argento dipinte d’oro e specchiere con cornici dorata poste sulle pareti laterali della sala a donare ancora maggior luce e splendore. Sulla parete principale del salone troneggia un’altra tela di Giuseppe Biasi: “Matrimonio persiano”. Il tema orientale torna anche in questa tela utilizzata dalla baronessa Josefina come fondale per le tante feste in maschera che amava organizzare nel suo salone.

Villa Argentina, salone delle feste

La sala da ballo è in realtà l’unica grande stanza della villa, tutta la restante superficie si articola in tante stanze e stanzette comunque degne di nota grazie ai pavimenti in seminato veneziano e ai diversi affacci che regalano sulla città.

Oggi la villa è aperta ai visitatori ed ospita spesso mostre d’arte, presentazioni di libri e vari altri appuntamenti.

Un vero e proprio centro culturale ma anche “tempio dell’amore” vista la possibilità di celebrare unioni civili all’interno della sala da ballo.

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