Nel 2013 Lucca ospitò un’illustre turista americana (in incognita) di nome Elizabeth George, signora distinta e riservata che attualmente vive tra Huntington Beach (California) e South Kensington (Inghilterra) e di mestiere fa la scrittrice, specializzazione giallistica. Ebbene, dopo quella vacanza nella città delle mura (fortificazione cinquecentesca completamente integra di Km 4,223) la George pensò di ambientare la vicenda di una delle sue opere di narrativa poliziesca, alternando avvenimenti tra la multiculturale metropoli londinese e altri nella più modesta cittadina toscana detta anche ‘città dalle cento chiese’.

Il romanzo in questione, uscito in Italia nel 2016 per Longanesi dal titolo ‘Un piccolo gesto crudele’, appartiene alla famosa saga dell’Ispettore Thomas Lynley (altri, https://it.wikipedia.org/wiki/Elizabeth_George) da cui la BBC produsse dal 2001 al 2008 una serie televisiva trasmessa nel Regno Unito ma anche in Francia, Ungheria e altri stati europei (non in Italia però) dal nome ‘The Inspector Lynley Misteries’, 6 stagioni per complessivi 23 episodi, vedi https://www.dailymotion.com/video/x6qt7n4https://www.youtube.com/watch?v=f97vJcGgi0I

La copertina del libro

E qua troviamo il professor Azhar, un biologo pakistano che lavora a Londra e vive in un sobborgo di Camden, a cui nel grigiore di un giorno di fine novembre scompare da casa la figlia di 9 anni, assieme a tutte le sue cose. Più in avanti si scoprirà, anche grazie all’aiuto della vicina di casa, l’indisciplinato ma tosto sergente Barbara Havers di New Scotland Yard nonché collega di Thomas Lynley, che la piccola è stata rapita dalla madre, Angelina Upman, trasferitasi in Italia per amore e più precisamente nell’azienda vinicola del nuovo fidanzato, la Fattoria Santa Zita, vicino Lucca.

Dopo indagini e peripezie legate alla vicenda della bimba e un rapido salto sia nella vicina Pisa che in un convento sulle Alpi Apuane, nella seconda parte del romanzo sarà una morte misteriosa ad avvincere il lettore sino alle ultime pagine.

Mi fermo qua, ovvio. Per lasciare il gusto della scoperta a chi volesse poi leggere.

E certo, un libro così ‘nelle mie mani’ non poteva che accrescere smisuratamente l’orgoglio e l’amore che provo per la mia città natale, la laboriosa e sempre più frizzante Lucca, ma non solo, probabilmente è “un’arma” a doppio taglio perché il cuore mi impedisce di recensire in forma critica, dal solo punto di vista letterario, piuttosto tenderà a sottolineare le parti in cui si narra il vissuto cittadino e le numerose opere d’arte. C’è da considerare poi che le rappresentazioni dei monumenti storici ma anche di certe zone non propriamente mete turistiche (vedi mercato ambulante in Via dei Bacchettoni o ‘scorci panoramici’ in zona Questura, vicino alla stazione ferroviaria) denotano una eccellente proprietà descrittiva e veritiera dell’americana stessa, già vincitrice di numerosi premi internazionali.

Qualche esempio. In un punto troviamo l’ispettore Lo Bianco (polizia italiana) che, “Anziché portarle alla macchina, si addentrò nelle viuzze del centro. Di tanto in tanto sbucavano in una piazza dominata da una delle innumerevoli chiese di Lucca. Passarono davanti a case con porte e finestre chiuse, ma qua e là un portone aperto lasciava intravedere un cortile o un giardino segreto. I negozi stavano riaprendo dopo la pausa pranzo…” – Ma che bella, quasi surreale, l’atmosfera della città nell’ora del pranzo! E che meravigliosa scoperta, la prima volta in cui, entrando nel loggione della casa di un’amica, alla me-dodicenne apparve inattesa la visione di un emozionante, rigoglioso e verdissimo giardino interno, con tanto di magnolia secolare e cespi di rose e limoni che rampicavano sul muro scorticato del chiostro!

E ancora: “L’orto botanico era all’interno delle mura, nella zona sudest del centro storico di Lucca. In maggio era bellissimo, con molte piante fiorite, ma dentro c’erano poche persone. A quell’ora i lucchesi lavoravano e i turisti in genere trascuravano quel luogo, preferendo visitare chiese e palazzi. Lo Bianco trovò Fanucci di fronte a un glicine che ombreggiava una vecchia vasca di pietra piena di ninfee. Sentendo i suoi passi sulla ghiaia, il procuratore distolse lo sguardo dai fiori e si voltò.” – vedi articolo sull’Orto Botanico di Lucca.

Quando il giornalista Corsico giunto in Italia al seguito del sergente Barbara Havers, seduto in un bar in Piazza dell’Anfiteatro dice, “Ascoltami tu, Barb. Per quel che ne sa Rod, io sono qui a godermi la più bella vacanza della mia vita a spese del giornale, anche se Dio solo sa perché avrei scelto Lucca, una città dove la movida consiste in centinaia di persone che fanno il giro delle mura a piedi, in bicicletta o spingendo passeggini…” E certo, da sempre è così: i lucchesi che cercano sballo e divertimento lo trovano a venti minuti d’autostrada, in Versilia, litorale ricchissimo di locali e discoteche. Però… però le Mura di Lucca sono uniche! Quindi, perché disdegnare quell’attimo di serenità che ci restituisce la lettura di un libro in totale relax su una panchina o sdraiati nel prato di uno degli antichi e verdissimi baluardi? E perché non approfittare del percorso per una passeggiata ritemprante o del vero e proprio sport all’aperto tipo corsa, pattinaggio, bici o skiroll? Che poi basta digitare ‘mura di Lucca’ su un qualsiasi motore di ricerca che escono tanti mai di quei siti o titoli di libri, da far paura!

Altra efficace descrizione della spettacolare visione che è possibile ammirare avendo la fortuna di salire in una delle torri private o delle altane di certi palazzi di Lucca, “Il sole stava per tramontare e i tetti di Lucca erano bagnati da una luce dorata. Salvatore le indicò vari monumenti e punti della città, dicendole i nomi sottovoce e facendole fare piano piano il giro del tetto. Barbara non capì una sola parola. Le era chiaro soltanto che Salvatore amava la sua città, cosa che trovava comprensibilissima. Dall’altro era possibile ammirare il dedalo di viuzze del centro in cui si intravedevano giardini altrimenti del tutto nascosti, si riconosceva l’ovale dell’anfiteatro e si scorgevano decine di chiese e campanili che dominavano i rispettivi quartieri. E tutto intorno c’erano le mura, che erano splendide. Di sera, con la brezza fresca che soffiava dalla piana del Serchio, quel posto era un paradiso.”

Concludo raccontandovi due aneddoti curiosi scoperti per caso da una pagina che generalmente evito, quella dei ‘noiosi’ ringraziamenti finali.

La scrittrice fu accompagnata nel tour della città da Maria Lucrezia Felice, guida turistica e blogger anch’essa appartenente al team di Welcome2lucca (allora non ancora nato) la quale tra l’altro fu esaustiva nella spiegazione della differenza tra Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Vigli Urbani e competenze del Procuratore della Repubblica, meccanismo indispensabile per scrivere correttamente di indagini investigative su territorio italiano.

Elizabeth George

Mentre, la Fattoria di Santa Zita che nel romanzo è un agriturismo più volte citato e descritto in quanto gestita da Lorenzo Mura, il nuovo compagno di Angelina Upman, altro non è che la Fabbrica di San Martino situata nelle colline attorno alla città.

È tempo di commiato, pertanto cari giallisti lucchesi e non, cari curiosi lucchesi e non… è col cuore gonfio di ‘lucchesità’ (e passatemela, giù!) che tra frizzi e lazzi vi auguro una buona, buonissima lettura di questo intrigo tutto italiano!

Ti è piaciuto questo contenuto? Condividilo con tutti!

1 Commento

  1. Avatar

    Trice Mason

    Given that my commute from my home to the office could often take 45 to 60 minutes, I would use the time to listen to books on tape that I would select from the Beverly Hills Library. In the last year I became a fan of Elizabeth George and checked out three of her Inspector Lynley tapes at random. The last tape that I checked out was in my last month before retiring and moving to Lucca. It was the only Elizabeth George tape available at the time at the library. Imagine my surprise to discover that the action moved from London to Lucca. When I heard the description of the market on Via Dei Bacchettoni, I took this as an auspicious sign for my move to a new country because I was moving onto that street. Indeed I have had a wonderful life in Lucca

Commenta l'articolo

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Puoi utilizzare i tag HTML e gli attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>