Armati di binocolo e mini zoom, domenica scorsa siamo stati a visitare con i bimbi l’Oasi Wwf “Bosco del Bottaccio”, che rimarrà aperta per la stagione primaverile fino alla seconda domenica di maggio. Vicina al Lago della Gherardesca, l’Oasi si trova ai piedi di Castelvecchio di Compito, al confine tra il comune di Capannori e quello di Bientina, in provincia di Pisa.

Il “Bosco dei Bottacci” prende il nome dai bottacci, ovvero bacini artificiali, creati per raccogliere le acque provenienti dai vicini Monti Pisani.
Purtroppo lo scorso autunno e inverno ha piovuto poco e le zone che solitamente sono allagate quest’anno sono rimaste asciutte, per questo, ci spiegava la nostra guida Letizia, si possono incontrare pochi animali.

Area protetta del Wwf dal 1993, l’Oasi si estende per 47 ettari tra bosco e zona umida. Passeggiare immersi in questa natura incontaminata rievoca il panorama del passato, quando la parte centrale della Toscana era pianeggiante e paludosa.


Le oasi wwf in toscana

Elettrizzati e vogliosi di vedere gli abitanti di questa piccola foresta, dopo il briefing iniziale insieme al nostro gruppo, ci siamo incamminati sul primo ponticello per entrare nel bosco di ontani. Nel torrente Logos ha visto dopo poco delle uova di rana, che hanno attirato l’attenzione dei nostri compagni di passeggiata. Agglomerati di palline nere che galleggiano intorno a fili d’erba acquatica, ricoperti di una specie di schiuma.

Uova di rana

Arrivati al primo osservatorio ci siamo abbassati noi, seduti sulle panche i piccoli, per scorgere qualche uccello, ma la palude prosciugata non ci ha regalato questa emozione.

L’Oasi infatti è una meta conosciuta dagli amanti del birdwatching, per le numerose specie presenti abitualmente, come il germano reale, la folaga e le gallinelle d’acqua. I canneti delle zone paludose danno solitamente rifugio a tarabusi e cannaiole e durante la migrazione è possibile ammirare anche gli aironi cenerini, aironi rossi e le cicogne bianche.

Fauna delle zone umide

Un po’ più avanti, al secondo osservatorio siamo stati più fortunati e Logos è riuscito a vedere con il binocolo una poiana appollaiata su un albero della sponda opposta.

Sul sentiero del ritorno abbiamo intravisto una rana o una raganella, simbolo dell’oasi, prima di ammirare una distesa di violette nel sottobosco.

Logos e Smilla che ammirano le violette

La visita si è conclusa con la parte più suggestiva, magica anche senza acqua, il bosco delle farnie, in compagnia del curiosissimo verso del picchio. Questa farnieta (così l’ha chiamata la guida) sembra davvero il bosco delle fate, addentrandosi ci si aspetta che da un momento all’altro spunti un folletto da dietro un cespuglio. Nel Bosco del Bottaccio si respira un’atmosfera fuori dal tempo, dove è possibile riconnettersi con la natura e passare qualche ora di pace.

Violette

Orari e info per visitare l’Oasi del Bottaccio:
– Dalla prima domenica di febbraio alla domenica delle Palme: visita guidata ore 11.00.
– Da Pasqua alla seconda domenica di maggio: prima visita guidata ore 11,00 seconda visita guidata ore 14.30.
Sono possibili anche visite guidate per singoli, gruppi e ingressi per fotografi anche negli altri giorni della settimana.

Mappa e contatti:
Via della Dogana
55012 Capannori LU
Domenico Verducci: +39 349 4340393
Marcello Marinelli: +39 349 8542253
La prenotazione è obbligatoria alla mail [email protected]

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Federica Bertolli
Famiglia e viaggi, arte, musica e cultura, cucina e salute. Questo blog nasce dal desiderio di condividere quello che ho imparato e che scopro ogni giorno per essere ancora più felice. Qui scrivo pensieri, approfondimenti, spunti di riflessione e curiosità. Vivo insieme a un uomo barbuto, due piccole pesti, un cane e due gatte.
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