Barga, 1 giugno 1819: nasce Antonio Mordini, da Giuseppe e Marianna Bergamini. La famiglia, già di nobili origini, è fedele ai principi del Congresso di Vienna. Soprattutto il padre che, attivo nella politica locale, ricopre la carica di Gonfaloniere di Barga e poi quella di deputato di Firenze.
Antonio frequenta la facoltà di Giurisprudenza a Pisa. La città è anche residenza invernale della famiglia. Qui viene a contatto con diverse personalità quali Giuseppe Montanelli. Quest’ultimo lo avvicina al pensiero mazziniano.
È a partire dal 1843 che il giovane Antonio decide di trasferirsi a Firenze nonostante i genitori siano contrari alla scelta. Le idee di Giuseppe Mazzini lo coinvolgono sempre di più. L’unità, la repubblica e l’indipendenza sono i fondamenti che stanno alla base di tale pensiero di cui Mordini sente riflessa la sua personalità. A Firenze fonda una società segreta. A partire dal 1847 in Toscana si afferma la libertà di pensiero.
Verranno emanate leggi in cui i giornali dell’epoca potranno criticare il governo. Tra essi ricordiamo ALBA, PATRIA, POPOLO e CORRIERE LIVORNESE.
Nel corso della sua vita il Mordini ricoprirà tanti incarichi. Citiamone solo alcuni per capire meglio. Tra essi spiccano quello di Guardia Civica di cui ne diviene Capitano, quello di Segretario per la Società nazionale fabbricazione d’armi di qualunque genere e quello di promotore che favorisce l’armamento in Toscana.
Inizialmente fedele agli insegnamenti mazziniani, si allontanerà da essi in un secondo momento. Garibaldi lo nominerà tenente colonnello al posto di Agostino Depretis. Antonio Mordini diviene dunque Prodittatore di Sicilia.
E qui vale la pena ricordare Palazzo Mordini di Barga. All’interno sono custoditi oggetti personali del politico. I libri risorgimentali, la scrivania in legno con il calamaio sono solo alcuni esempi.
Il calamaio è forse il ricordo più significativo. È un dono fatto da Giuseppe Garibaldi tanto che il senatore barghigiano lo userà durante la sua Prodittatura in Sicilia.
Nel Palazzo è custodito anche la tessera da deputato della XXVIII legislatura e un portasigari risalente al 26 dicembre 1860.
Quest’ultimo è un regalo di Vittorio Emanuele II.
Antonio Mordini morirà nel 1902 e il figlio Leonardo, funzionario del Ministero degli Affari Esteri, eredita il compito di tutelare il patrimonio documentario del padre.
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