È colpevole l’artista lucchese!!!

Grazie all’intuizione di Valentino Anselmi, storico dell’arte presso la Soprintendenza ABAP per Lucca e Massa Carrara sono state restituite due opere inedite di Matteo Civitali (1436-1501):

  • Il Salvatore Coronatus, terracotta della Chiesa di Santa Maria Corteorlandini, per secoli rimasta senza attribuzione,
  • Una Madonna col Bambino, rilievo in terracotta policroma  proveniente di Colle di Compito.

Il sospettato è stato indagato dal RIS di Roma grazie alla scoperta di impronte digitali riscontrate all’interno delle parti cave del Salvator Coronatus, così da dare l’identità del colpevole: è Matteo Civitali artista lucchese già autore di numerose opere sul territorio di Lucca e al di là. 

In mostra l’oggetto del delitto al Museo Nazionale di Villa Guinigi fino a maggio 2022, opere messe a diretto confronto con le precedenti dell’artista: Cristo Eucaristico, Salvatore Coronatus, Vir Dolorum, Madonna col Bambino.

*** fotos 1,2,3 (Salvatore Coronatus, Vis Dolorum, Cristo Coronatus, Cristo Eucaristico).

Uno scultore e non solo

“Il più notevole scultore attivo in Toscana al di fuori di Firenze” così il lucchese Matteo Civitali è presentato nel dizionario Treccani. Originario di una famiglia trasferitasi a Lucca da Cividale del Friuli, non abbiamo notizie della sua formazione. Alcuni lo credevano barbiere prima di diventare scultore (Paggi), per Vasari era allievo di Jacopo della Quercia (1374-1438) cosa altamente improbabile. Resta sicura la sua amicizia con lo scultore fiorentino Antonio Rossellino (1427-1479) fratello di Bernardo Rossellino un importantissimo scultore e architetto fiorentino (1409-1464). Questo permette di capire come era aggiornata l’arte di  Matteo Civitali in relazione ai migliori artisti fiorentini del suo tempo. Inoltre a Lucca poteva vedere i capolavori del senese Jacopo della Quercia: la tomba di Ilaria del Carretto, la pala d’altare marmorea della cappella Trenta nella chiesa San Frediano.

Architetto della Repubblica di Lucca

*** foto 4-5 scultura in bronzo di Arnoldo Fazzi

Nel centro di Lucca, Piazza San Michele dove una volta c’era il foro romano (dal II secolo a.c in poi), si trova sul lato meridionale il Palazzo Pretorio progettato dallo stesso Matteo Civitali per la Repubblica di Lucca. Dal 1485 fino alla sua morte nel 1501 se ne occupa l’artista-architetto, poi fu suo figlio Nicolao a finire il progetto. Sotto il bellissimo Palazzo si trova la Loggia dei consigli pubblici. Lì è stata collocata una statua in bronzo (nel 1893) dello scultore Arnaldo Fazzi (1855-1944) allievo di Giovanni Dupré, ricordato da Giovanni Pascoli in due lettere spedite da Messina ad Alfredo Caselli nel 1901.

L’opera rappresenta Matteo Civitali seduto su una sedia in abito di lavoro con i suoi strumenti: grembiule di cuoio, triglia e scalpello in mano. Sotto la sedia vi ė una grande medaglia con il ritratto di Domenico Bertini, originario di Gallicano nella media valle del Serchio al nord ovest di Lucca. Bertini fu Operaio del Duomo di San Martino nonché  segretario pontefice e committente importantissimo di Matteo Civitali.

La lezione di Matteo Civitali

L’artista lucchese è l’interprete di un classicismo rinascimentale raffinato. Ha avuto un ruolo maggiore a Lucca con la sua bottega dove sono stati formati suo figlio Nicolao (1482-1560) architetto, i nipoti Masseo (attivo dal 1490 fino al 1511) valido intagliatore e scultore, e Vincenzo (1523-1597) scultore e architetto.

Matteo Civitali oltre ad avere assimilato diverse influenze (i fratelli Rossellino, Mino da Fiesole, Desiderio da Settignano, Benedetto da Maiano) è stato capace di una profonda invenzione personale, il che lo rende molto interessante. Capace di trasformare il marmo in finissimi ricami molto eleganti, lascia un arte accuratissima grazie a una tecnica perfetta. Alla fine del suo percorso (le sei statue di Genova-1496), riesce a trovare un’espressività e una diversità di pose in una rappresentazione degna di un grande artista.

Che Cosa vedere oggi del Civitali?

Piazza San Michele nella chiesa omonima:

  • La Madonna “Salutis Portus” (1480, ringraziamente per la fine della pestilenza del 1476) angolo esterno di San Michele l’originale è all’interno.

Chiesa della Santissima Trinità

  • La Madonna della Tossa (1482-1484), un medio rilievo in marmo molto venerato

Chiesa San Romano

  • Altare (Domenico Bertini)

Chiesa San Frediano

  • Altare del sacramento (Orsucci)

FUORI di Lucca

Oratorio di San Pellegrino in Alpe, Appennino Tosco-Emiliano

  • Altare sepulcrale con ciborio di San Pellegrino e San Bianco (Jacopo di Nobili)

Duomo San Lorenzo di Genova

  • Cappella San Giovanni Battista, sei statue (1496) in marmo di carrara: Adamo, Eva, Santa Elisabetta, Zaccaria, Isaia, Abacuc. Doveva fare due altre statue della Madonna e di San Giovanni Battista ma la morte fu un motivo valido di disimpegno. Le due opere mancante furono realizzate da Andrea Sansovino (1501-1503), formatosi nella bottega di Antonio Pollaiolo e, in seguito, di Simone del Pollaiolo detto il Cronaca.

Nel Duomo San Martino di Lucca, si trovano un numero notevole di opere importante dello stesso scultore, una sorte di peculiare museo monografico di Matteo Civitali. Fra le più significative:

  • Medaglia di Giovan Pietro d’Avenza, posta sulla facciata, prima opera realizzata per il Duomo.
  • Tempietto del Volto Santo nella navata sinistra, e sul retro la statua elegantissima  di San Sebastiano, citazione del San Sebastiano di Antonio Rossellino a Empoli.
  • L’altare di San Regolo nel transetto destro.
  • La tomba di Pietro da Noceto.
  •  La tomba di Domenico Bertini e sua moglie Sveva Risaliti.

Al Museo Nazionale di Villa Guinigi

  • La Madonna del latte (1470 ca.) Attribuita un tempo al Verrocchio, è stata comprata all’asta nel 2015 e così postata nel museo. È una citazione della Madonna di Lucca (1435-1440) di Jan Van Eyck.
  • Ecce homo, terracotta (1485) due opere dello stesso modello il secondo in marmo.
  • Madonna col Bambino, terracotta policroma in origine nel tabernacolo Piazza Bernardini. Richiamo ai modelli di Filippo Lippi, Giovanni Bellini.
  • Vir Dolorum, (1487) in legno policromo, è un Imago Pietatis o Cristo in pietà, rappresenta il cristo nel momento dopo la morte. È letteralmente un Uomo dei Dolori molto diffuso nel nord Europa.
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Capitato a Barga dopo una vita piena passata fra Marsiglia e Parigi, ho masticato libri, monumenti e opere d’arte con passione e piacere. Punto di arrivo e di partenza, per me il lavoro di guida turistica mi permette di mettere insieme le cose che mi fanno stare bene. Mi relaziono con gente da qualsiasi parte della pianeta, a patto che parlino francese o italiano. Collego la storia, l’archeologia o l’arte col territorio, senza dimenticare l’enogastronomia e la cultura italiana.
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One Comment

  1. Mary

    Bravo Bernard, bell’articolo.

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