Di origini molisane ma residente a Lucca, è titolare di Mamì Manifattura Italiana.
Chiara Grassini ha intervistato per welcome2lucca.com Michela Petrella. Invitata nello showroom in Corte delle Stalle mostra le sue raffinate borse. Tra una pausa e l’altra si racconta al nostro portale del turismo.

Lussuose borse in pelle: chi sono i maggiori acquirenti?

Soprattutto donne che ricercano un pezzo unico, quelle “non massificate”, insomma. Signore che non sono interessate a mostrare il marchio ma preferiscono l’unicità del prodotto.

Quali sono i materiali utilizzati per la realizzazione delle borse?

Pellame prezioso, e quasi tutte le borse sono di pelle. In più hanno accessori che le rendono pratiche.

Un esempio?

Il metodo per non perdere le chiavi.

Che cosa contraddistingue il marchio “Mamì Manifattura Italiana” rispetto alle altre firme?

L’unicità e la funzionalità. La visione aziendale recita: “bello e buono”.

Ci spieghi meglio

La borsa deve essere si bella, ma contemporaneamente anche pratica.

In passato ha organizzato sfilate per presentare la nuova collezione? Se si, dove?

Alla Capannina (Versilia) e presso l’Atelier Ricci nel centro storico di Lucca.

Ci sono stati momenti significativi nella sua carriera imprenditoriale? Se si, ne ricordi uno.

In realtà ricevo molti apprezzamenti in tutto il mondo sui social.

Davvero?

Si, su Instagram. Lancio gli hashtag e gli utenti mi cercano e seguono la pagina social.

Ad esempio?

#cortedellestalle6lucca

Che cosa l’ha spinta ad aprire uno showroom in una città di provincia come Lucca?

Abito qui da molto tempo e Lucca è una bellissima città.

L’artigianato locale muore e aprono catene di fast-food e di ristoranti

Io cerco di valorizzare il Made in Italy e in particolare l’artigianato italico.

Come si immagina Lucca tra un paio d’anni? E la sua attività imprenditoriale?

Come ora.

Programmi in agenda?

Ho in mente di aprire lo showroom una o due volte a settimana. Al momento solo su appuntamento. Mostro le borse ai clienti e mi fa piacere anche se le guardano senza acquistarle.

Come si è avvicinata al mondo delle borse?

Per passione già ai tempi dell’università.

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