Villa Bottini

All’inizio di Via Elisa troviamo il portale d’ingresso di un giardino, situato proprio di fronte alla chiesa vista qualche giorno fa; proviamo ad entrare, e se siamo all’inizio della primavera saremo accolti da una fioritura di camelie, che ci guiderà verso l’interno del parco; in ogni stagione con pochi passi saremo trasportati in un’altra epoca, quasi fuori dal tempo, e ci troveremo davanti la bellezza di Villa Bottini.

L’edificio viene costruito intorno al 1560 dalla famiglia Buonvisi e viene chiamata Villa Buonvisi al Giardino: in una zona della città ancora poco popolata Bernardino Buonvisi fa costruire una splendida residenza dotata di un parco. Agli inizi dell’Ottocento la villa viene poi acquistata da Felice Baciocchi, marito di Elisa, principessa di Lucca e Piombino. La proprietà agli inizi del ‘900 passa alla famiglia dei Marchesi Bottini, (da qui l’attuale nome), quindi alle famiglie Motroni Andreozzi e infine ai Marcheschi. Negli anni ’70 dello scorso secolo, dopo un lungo periodo di incuria, viene infine acquisita dal Comune di Lucca ed è oggi sede di manifestazioni ed eventi.

Villa Bottini è in città, ma presenta il tipico impianto delle ville lucchesi di campagna, ovvero è un parallelepipedo a pianta rettangolare, composto da seminterrato, piano terreno, primo piano e loggia belvedere sulla sommità della costruzione. Nelle ville di campagna, come Villa Reale, Villa Torrigiani, Villa Grabau etc è sempre presente una doppia apertura del salone centrale, con vista sul giardino e sulla vallata. In questo caso nel lato lungo verso il giardino abbiamo un porticato, ovvero un’elegante serie di aperture sorrette da colonne, mentre nel lato posteriore sono presenti dei finestroni più semplici.

Appena entrati ci troviamo nel portico della facciata, sorretto da colonne e oggi chiuso da porte a vetro: secondo la tradizione l’architettura del portico sarebbe opera di Vincenzo Civitali, mentre gli affreschi dei saloni sono sicuramente attribuibili al pittore senese Ventura Salimbeni, che vi lavora ai primi del ‘600. La tematica è ovunque a tema mitologico, con figure allegoriche e decorazioni che arricchiscono ogni ambiente in modo splendido e sfarzoso.

Nella galleria del portico comprendiamo subito il modello decorativo: una grande immagine al centro del soffitto (in questo caso Apollo e le muse ) e altre figure minori nelle lunette e nei triangoli creati dagli elementi architettonici. Nell’attigua sala delle virtù abbiamo infatti il Consesso delle virtù al centro e vari motivi mitologici nelle lunette e nei rettangoli superiori; nella sala di Venere non può mancare una Afrodite con i tritoni al centro, con divinità e amorini negli scomparti triangolari; secondo lo stesso schema, nella sala di Diana, il Trionfo di Diana, episodi di caccia e immagini di ninfe nelle lunette e nei triangoli; nella sala delle Scienze, infine, Poeti e scienziati nel tempio della gloria, nei triangoli le arti (musica, retorica ecc), nelle lunette personalità come Pitagora, Dante, Esculapio.

Il seminterrato ospitava le cucine (ancora visibili) e gli ambienti di servizio, pertanto risulta privo di affreschi e più semplice, ma grazie all’attenta ristrutturazione tutti gli spazi della villa sono utilizzabili come sale per riunioni e mostre di vario genere.

Il giardino è formato da due aree distinte e ha tre portoni d’accesso, uno che dà su via Elisa e altri due in corrispondenza del viale trasversale del giardino più ampio; i portali hanno uno stile massiccio, diverso da quello della villa, e sul fondo del parco un altro portale conduce al ninfeo, un’area ombreggiata da lecci, con una fontana addossata al muro di cinta. Il portale è sormontato da due statue di fiumi composti in forma di timpano spezzato; sono tutte architetture barocche, spesso presenti nei giardini e nei parchi italiani progettati in quell’epoca, dove erano imprescindibili un ninfeo, delle fontane, spazi ombreggiati con sedute e talvolta un teatro di verzura (ovvero uno spazio nel verde dove venivano allestiti spettacoli musicali o teatrali).

All’epoca dei Buonvisi la porzione di giardino davanti alla villa presentava 4 aiuole intersecate da due viali, con una partitura regolare tipica dei giardini all’italiana. Quando Elisa Baciocchi acquisisce la villa vengono fatte delle modifiche: all’interno gli affreschi vengono in parte integrati con opere di stile neoclassico, mentre il giardino subisce una nuova sistemazione. Secondo la moda ottocentesca i viali diventano più irregolari e articolati su percorsi a serpentina, perdendo cosi la precisa definizione originaria. Il giardino e la villa sono stati purtroppo a lungo trascurati, ma negli ultimi anni anche il giardino è stato parzialmente risistemato e presenta di nuovo due spazi verdi decorati da due fontane, circondate da magnolie e conifere.

Il giardino è visitabile gratuitamente e senz’altro molti lucchesi ci avranno trascorso qualche ora in una calda sera d’estate: da anni infatti gli spazi vengono utilizzati come cinema all’aperto.
Vi intrigano le leggende, le storie un po’ truci? Anche in questo Villa Buonvisi non vi deluderà: secondo una leggenda popolare nei primi giorni di giugno davanti alla villa e nel giardino si aggirerebbero due fantasmi, anime inquiete legate alla villa e ai suoi primi proprietari. I Buonvisi all’epoca erano una delle famiglie più facoltose di Lucca, attivi come commercianti di seta e banchieri. Lelio Buonvisi era sposato con Lucrezia Malpigli, che aveva però un amante, tale Massimiliano Arnolfini. I coniugi Buonvisi si erano recati insieme a una funzione religiosa, ma appena usciti dalla chiesa Lelio venne aggredito e ucciso a coltellate. La famiglia Buonvisi accusò Massimiliano Arnolfini, che si dette alla fuga, ma dopo anni venne catturato nei pressi della stessa villa e rinchiuso nella prigione di Torre Matilde a Viareggio, dove morì nel 1629. E la bella Lucrezia? Per mettersi al sicuro si fece suora ed entrò in convento (a Santa Chiara, dietro l’angolo di villa Buonvisi) col nome di Suor Umilia; dopo qualche tempo, tuttavia, finì di nuovo al centro di uno scandalo a sfondo sessuale, col risultato che per alcuni Lucrezia/Suor Umilia avrebbe addirittura ispirato la figura della Monaca di Monza a Manzoni. Se vi piace andare a caccia di fantasmi l’appuntamento è il primo giugno, i due amanti a quanto pare si aggirano nel parco..

Siete invece curiosi di vedere gli interni? Un paio di buone occasioni ci saranno nei prossimi mesi: dal 9 ottobre (rimandato all’autunno a causa dell’emergenza Covid) è in programma il Fashion in Flair, una mostra dell’artigianato e del design, mentre ai primi di novembre si terrà il Lucca Comics, fiera del fumetto che utilizza spesso anche gli spazi di Villa Bottini.

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Gilda Maestri

Toscana innamorata della sua terra, dei paesaggi e delle bellezze artistiche: accompagnatrice e guida turistica.

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