San Paolino di Antiochia, la cui storia si perde nella leggenda, fu un diretto discepolo di San Pietro, il quale lo inviò nel 46 d.C. a evangelizzare l’area di Lucca, dove trovò il martirio nel 69 d.C., ai tempi delle persecuzioni anticristiane di Nerone.

È patrono della città, della quale sarebbe stato il primo vescovo, e a lui sono dedicate strade, chiese e persino la rocca di Riprafratta. Tuttavia, al di fuori della nostra diocesi, non è particolarmente celebre.

A Viareggio, giovane figlia dell’attempata Lucca, la quarta chiesa costruita in città, nel 1896, fu dedicata a San Paolino, dopo quelle della Santissima Annunziata (già San Pietro) del 1559, Sant’Antonio del 1624 e Sant’Andrea del 1842.

La facciata della chiesa

Io, viareggino di nascita e lucchese d’adozione, oltre alla religiosa venerazione verso questo santo, provo anche un’umana simpatia perché molti dei momenti belli della mia vita l’hanno visto partecipe. La chiesa della mia infanzia, dove ho ricevuto i sacramenti, e passato pomeriggi spensierati all’oratorio, è proprio la bella Basilica minore di San Paolino, posta nella centrale e ormai multietnica via Mazzini a Viareggio.

La mia chiesa da lucchese è invece… la Basilica minore dei Santi Donato e Paolino, nella vivace via San Paolino! È questa la chiesa dove ho detto “sì” all’amore della mia vita, e dove talvolta vado a nutrire l’anima.

È una chiesa che mi assomiglia un po’: introversa, si presenta al turista senza una piazza davanti al sagrato e con una semplice facciata di marmo bianco, che sembra non voglia richiamare troppa attenzione su di sè. Ma nell’intima ombra della sua navata, mostra la sua parte migliore. All’interno, infatti, nasconde un mondo che non s’indovinerebbe dal fuori.

La chiesa, unica a Lucca di stile rinascimentale toscano, è costituita da un’aula centrale che termina in una tribuna la cui volta a botte è affrescata da Stefano Cassiani detto Certosino. Le pareti del coro, dietro l’altare maggiore, sono invece istoriate con la vita del santo da Filippo Gherardi. Si aprono anche due cantorie di Nicolao e Vincenzo Civitali, dove oggi il coro della parrocchia, ben conosciuto in tutta la città, allieta le celebrazioni. La scenografia formata dalla geometria dell’architettura e dalla grandiosità delle pitture, lascia il fedele senza fiato, spingendolo ad alzare lo sguardo verso l’alto. Verso il Cielo.

L’odierna via San Paolino era il Decumano Massimo della città in epoca romana e probabilmente dove ora troviamo la chiesa sorgeva un tempio pagano. Già nel 738 si hanno testimonianze di una chiesa paleocristiana dedicata a San Giorgio nella cui cripta furono scoperti i resti di San Paolino nel 1261. Nel 1341, essa fu demolita e al suo posto fu edificata la Chiesa dei Santi Antonio e Paolino. Nel 1513 fu abbattuta un’altra chiesa paleocristiana che sorgeva lì vicino, risalente almeno al 760, e dedicata a San Donato. Si decise quindi, nel 1515, di ampliare e ristrutturare la Chiesa dei Santi Antonio e Paolino a compensazione di questa perdita, e di riconsacrarla a Donato e Paolino. Il progetto fu affidato a Bartolomeo Sinibaldi detto Baccio da Montelupo il quale realizzò l’edificio che ancora oggi vediamo.

Antico libro su San Paolino di Lucca

Mancavano solo la grande lapide del Miracolo di San Paolino, posta sopra l’ingresso principale nel 1664, le statue e il piccolo sagrato, realizzati nel 1710.

Il Miracolo avvenne proprio durante le celebrazioni del santo nel 1664: invece che a salve, un cannone fu erroneamente caricato con munizioni a mitraglia. Aprì il fuoco verso i fedeli, ma nessuno riportò ferite.

All’interno della chiesa, sono custodite importanti opere d’arte, tra le quali una Madonna con Bambino in pietra di Parigi, scolpita nel XIV secolo e donata da Carlo IV che liberò la città dal giogo pisano nel 1369.

Ogni centimetro di questo luogo di culto ha qualcosa da raccontare su questa bellissima città e delle persone che di qua sono transitate. Migliaia di uomini e donne che, nel corso dei secoli, hanno vissuto qui emozioni, gioie, dolori e speranze. E tra loro, anche io. Milioni di frammenti senza importanza presi singolarmente, ma che tutti insieme formano il grande mosaico della storia.

Affreschi
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Gabriele Levantini nasce a Viareggio il 10 aprile 1985. Chimico per lavoro e scrittore per passione, dal 2017 gestisce il sito Il Giardino Sulla Spiaggia. Seguimi sul mio blog: https://ilgiardinosullaspiaggia.com/

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